Una mia amica ha avuto la voglia di leggersi i miei post, e dopo la lettura, mi ha trasmesso alcune impressioni; le avevo promesso una risposta articolata (ossia, chilometrica), che riporto qui di seguito.
E’ però necessaria una premessa, che spieghi perchè io scrivo i post.
Per me, scrivere è un modo per levarmi cose dalla testa, semplicemente: io faccio automaticamente riflessioni su quello che vedo, e queste riflessioni tendono a ronzarmi nel cranio per giorni. Scrivere un post è un meccanismo comodo e semplice per levare dalla testa questo pattume, e potermi occupare in modo più concentrato di cose che mi interessano davvero, perchè magari aiutano me, la mia famiglia o le persone che mi sono care.
In questo senso, io non cerco di convincere nessuno di quello che dico: se sostengo che il partito X è governato da un gruppo di idioti e che dovrebbe sparire dal parlamento, non mi aspetto che i suoi elettori cessino di votarlo. NON sto cercando di cambiare il mondo, anche perchè cambiarlo da un blog è una tesi talmente cretina che non merita neppure di essere confutata.
Per lo stesso motivo, io scrivo piuttosto rapidamente: questo NON è un articolo per Foreign Policy, è un post su un blog scritto in dieci minuti. Quindi posso anche dire cose interessanti, ma non ho il tempo e le energie per preparare un corposo saggio su un qualsiasi argomento che non riguardi il mio lavoro.
Ora, veniamo alle obiezioni.
La prima obiezione che la mia amica mi fa è di essere troppo sarcastico, tagliente e velenoso, laddove lei preferirebbe un approccio più orientato al dialogo e al rispetto dell’altrui posizione.
Dal mio punto di vista ci sono due tipi di questioni su cui discutere:
a) la fisica di un sistema;
b) le opinioni politiche.
La fisica di un sistema è quello che è il suo comportamento osservato: se volete, sono le “leggi” che lo regolano, e che noi deduciamo attraverso l’osservazione empirica. Un esempio di queste leggi è la fisica propriamente detta, che è appunto basata su osservazioni e leggi empiriche dedotte attraverso un processo razionale; un altro esempio sono le leggi politiche descritte da Macchiavelli nel suo Principe.
La fisica di un sistema è al di fuori del controllo dell’osservatore, e delle sue preferenze: se un palazzo crollando uccide un neonato, la cosa non ci piace, ma non possiamo “modificare” la fisica del sistema perchè non ci piace il risultato prodotto: dobbiamo lavorare all’interno di tale fisica e di tali leggi per ottenere il risultato che vogliamo – nel nostro caso, garantire la statica dei palazzi che costruiamo.
Inoltre la fisica di un sistema è decidibile: possiamo verificare empiricamente se un certo sistema ha una certa fisica oppure no, ossia se obbedisce a certe leggi oppure no. Ovviamente la scienza politica e la statica hanno gradi di approssimazione diversi, ma non sono soggetti a un consenso per essere veri: un muro instabile tende a crollare, anche se tutti gli ingegneri votano che resterà in piedi, e un bene scarso tenderà ad aumentare di prezzo quando aumenta la domanda, indipendentemente da quello che ne pensano gli economisti.
Dalla parte opposta ci sono le opinioni politiche, per esempio, se sia meglio fare la facciata di un palazzo rossa oppure gialla. Qui non abbiamo criteri per stabilire cosa sia “meglio” o “peggio”, non c’è nessun calcolo da fare; in questo caso si mette la cosa ai voti, e decide semplicemente la maggioranza, anche se ha deciso per una facciata viola a pallini gialli.
In democrazia noi mettiamo ai voti tutto quello che non riguarda la fisica del sistema: non è un voto che deve decidere quanto fare alto un argine, o quanto grano ammassare per l’inverno: abbiamo modelli che ci permettono di deciderlo in modo piuttosto preciso. E’ invece un fatto da decidere a maggioranza quando fare le feste e quante feste fare, quanto lavorare e così via.
Quello su cui io sono ferocemente sarcastico è la tendenza a trasformare pezzi della fisica del sistema in opinioni politiche: ossia accreditare l’idea che affermazioni chiaramente in contrasto con la fisica, l’economia, la storia e la logica debbano essere rispettabili in quanto opinioni lecite. Con questo criterio possiamo mettere ai voti quanto deve essere alto un argine, quando cemento mettere in un pilastro, quanta energia ci serve e così via. Il risultato di questo approccio è tipicamente un disastro sul medio termine: siccome non possiamo andare contro la fisica del sistema, prima o poi questa ci ritorna addosso e ci fa fare la figura degli inetti. Per fare un esempio pratico, se decido di non costruire centrali nucleari E sono un paese privo di risorse energetiche, finirò con l’importare moltissima energia da altri paesi, compresa energia elettrica prodotta da energia nucleare in centrali vicini al mio paese.
Il che ci porta a un secondo gruppo di obiezioni: quelle relative alla democrazia. In uno dei miei post sostenevo che un politico deve ascoltare le richieste dei propri elettori, e agire di conseguenza; nel caso specifico l’affermazione era su occuparsi dei bambini soggetti a molestie in famiglia, rispetto a quelli aggrediti in luoghi pubblici. La mia amica obiettava che un politico dovrebbe occuparsi di entrambe le questioni, perchè ovviamente non esistono bambini peggiori degli altri.
L’obiezione è comprensibile, ma è sbagliata. In una democrazia un politico è eletto per fare le cose che gli elettori vogliono che faccia – indipendentemente da quello che dice il politico o l’elettore. Questo perchè il politico ha la fonte del proprio potere nel consenso che è in grado di raccogliere a ogni successiva elezione. Se io voglio che il politico si occupi dei bambini molestati in famiglia, io non devo convincere il politico, devo convincere i suoi elettori. In una democrazia, NESSUN problema che non sia chiaramente espresso e richiesto da un gruppo ragionevolmente ampio di elettori e che non comprometta la stabilità immediata del sistema stesso sarà perseguito da un qualsiasi politico.
La Lega, per fare un esempio, raccoglie un enorme consenso su aspetti che altri partiti – in particolare di sinistra hanno per anni negato che fossero problemi: l’integrazione degli immigrati e la sicurezza, tanto per fare due esempi pratici. Alla fine gli elettori di sinistra hanno smesso di votare per certi partiti, e ne hanno cominciato a votare altri che li stavano a sentire.
Per fare un esempio speculare, se consideriamo la situazione dei braccianti immigrati del Sud, vediamo esattamente lo stesso comportamento: siccome nessun politico è interessato davvero al problema (intendo che ritiene di poter ottenere consenso significativo su questo) semplicemente nessuno si occupa delle condizioni di persone chiaramente esposte a condizioni di vita semischiavistiche, laddove nelle stesse regioni ci si dispera perchè ad alcuni lavoratori è stato chiesto di non ammalarsi in modo eccessivo.
Questa è la fisica del sistema chiamata “democrazia”. Almeno così l’ho capita io.
lunedì 16 agosto 2010
domenica 15 agosto 2010
La sorveglianza della Banca d'Italia
Se siete giovani e ingenui, o anche se siete vecchi e ingenui, potete leggere il risultato della visita ispettiva della Banca d’Italia al Credito Cooperativo di Firenze, già diretto dall’attuale coordinatore del PdL Verdini, e giocare a indignarvi.
Che indecenza! Che cose mostruose! Crediti dati in modo arbitratio a persone non affidabili! Conflitti di interessi! Che mondo signora, che gente!
Se invece siete come me, guardate a queste cose e vi viene da sorridere: si tratta, generalmente, di cose che avvengono tutte ex post, quando la Banca d’Italia deve mettere una pezza al fatto di non aver visto niente.
Vediamo un po’ due episodi.
Il primo è il Crack Parmalat, dove una società di rilevanza internazionale riuscì a truffare migliaia di risparmiatori. Ora, vorrei ricordare che la Parmalat era enormemente esposta verso le grandi banche italiane (e straniere, ma non è importante); che i suoi bilanci, come ebbe a dire l’amministratore staordianrio Enrico Bondi, erano palesemente falsi e truccati; e che si stava parlando di esposizioni per MILIARDI di euro, non per qualche centinaia di migliaia di euro. La Banca d’Italia aveva i mezzi per conoscere queste cose – e se non li ha, francamente non si capisce la sua utilità. Semplicemente non era interessante accorgersene.
Il secondo riguarda Pisa e la vicenda della Cassa di Risparmio di Pisa. Diciamo che la Cassa, dietro la guida di Fiorani, cominciò una serie di operazioni “azzardate”, tipo prelevare forzatamente soldi da tutti i correntisti, oppure offrire prestiti a imprenditori in difficoltà per comprare azioni del proprio aumento di capitale. Di tutto questo – e di molto altro, che evito di raccontare per non prendermi querele – la Banca d’Italia non si accorse, anzi: vorrei ricordare le telefonate di Antonio Fazio, allora governatore della Banca d’Italia, per congratularsi con Fiorani alla sua scalata all’Antonveneta, eccetera eccetera eccetera.
La mia personale conclusione è che vedere il mondo bancario in generale, e la Banca d’Italia in particolare come un’isola felice di buon governo e di legalità è semplicemente illusorio. E’ un potere che sta in Italia, e gioca al gioco di tutti i poteri che stanno in Italia.
Ah sì: se qualcuno cita Ciampi, lo invito a rileggersi “Un eroe borghese” di Corrado Stajano. Tanto per non fare finta che le persone nascano a settant’anni e non abbiano un passato.
Che indecenza! Che cose mostruose! Crediti dati in modo arbitratio a persone non affidabili! Conflitti di interessi! Che mondo signora, che gente!
Se invece siete come me, guardate a queste cose e vi viene da sorridere: si tratta, generalmente, di cose che avvengono tutte ex post, quando la Banca d’Italia deve mettere una pezza al fatto di non aver visto niente.
Vediamo un po’ due episodi.
Il primo è il Crack Parmalat, dove una società di rilevanza internazionale riuscì a truffare migliaia di risparmiatori. Ora, vorrei ricordare che la Parmalat era enormemente esposta verso le grandi banche italiane (e straniere, ma non è importante); che i suoi bilanci, come ebbe a dire l’amministratore staordianrio Enrico Bondi, erano palesemente falsi e truccati; e che si stava parlando di esposizioni per MILIARDI di euro, non per qualche centinaia di migliaia di euro. La Banca d’Italia aveva i mezzi per conoscere queste cose – e se non li ha, francamente non si capisce la sua utilità. Semplicemente non era interessante accorgersene.
Il secondo riguarda Pisa e la vicenda della Cassa di Risparmio di Pisa. Diciamo che la Cassa, dietro la guida di Fiorani, cominciò una serie di operazioni “azzardate”, tipo prelevare forzatamente soldi da tutti i correntisti, oppure offrire prestiti a imprenditori in difficoltà per comprare azioni del proprio aumento di capitale. Di tutto questo – e di molto altro, che evito di raccontare per non prendermi querele – la Banca d’Italia non si accorse, anzi: vorrei ricordare le telefonate di Antonio Fazio, allora governatore della Banca d’Italia, per congratularsi con Fiorani alla sua scalata all’Antonveneta, eccetera eccetera eccetera.
La mia personale conclusione è che vedere il mondo bancario in generale, e la Banca d’Italia in particolare come un’isola felice di buon governo e di legalità è semplicemente illusorio. E’ un potere che sta in Italia, e gioca al gioco di tutti i poteri che stanno in Italia.
Ah sì: se qualcuno cita Ciampi, lo invito a rileggersi “Un eroe borghese” di Corrado Stajano. Tanto per non fare finta che le persone nascano a settant’anni e non abbiano un passato.
venerdì 13 agosto 2010
Tutti a lucidare il piatto d'argento.
La cosa buffa è che tutti parlano di come, e nessuno parla del cosa. La storia insegna che il cosa è sempre vincente sul come, perchè il come è, alla fine della festa, solo un modo di aumentare il valore del cosa. Fra una merda su un piatto d'argento e un cosciotto di maiale cotto su uno spiedo di legno voi cosa preferite? Appunto.
Stiamo andando verso le elezioni politiche, e i nostri ineffabili uomini politici (soprattutto i "nuovi") si ammazzano a discutere del "come": ci vogliono le primarie, ci vogliono le alleanze con l'IDV, con questo, con quello, eccetera. Tutti a lucidare il piatto d'argento.
Poi vi stupirete quando un fine intellettuale della vanga come Borghezio vi batterà con il suo spiedo di legno. Che inciviltà. Che degrado. Che decadenza.
Signori, ho una bruttissima notizia: dovete ricominciare a parlare di politica, ossia di COSE che riguardano il paese nel suo complesso. Dovete cominciare a parlare di COSA il paese produrrà per garantire il benessere dei propri cittadini, non di COME dividersi i soldi che magicamente dovrebbero comparire nei bilanci dello stato.
Dovete ricominciare a parlare di politica estera, non perchè è un argomento affascinante, ma perchè è in base a quella che potrete fare una politica commerciale. Volete vendere ai paesi arabi e africani? Allora DOVETE avere rapporti con loro; altrimenti ci andranno altri - cinesi tanto per cominciare.
Dovete ricominciare a parlare di industria, di fabbriche, di linee di produzione. Sì, è vero, una fabbrica chimica fa molto schifo e inquina anche, ma cosa pensate di vendere agli altri paesi? Salsicce? Davvero credete che bastino due salsicce per reggere un paese moderno, per garantire la sanità e l'istruzione a tutti i cittadini?
Dovete ricominciare a parlare perfino di difesa: credete davvero che i paesi arabi e africani accetteranno in eterno di avere un reddito che è una frazione di quello europeo? Oppure sperate che, in fondo, alla fine verranno gli odiatissimi americani a difenderci?
Signori, delle primarie sinceramente me ne sbatto. Se mi proponete un gruppo di candidati inguardabili, io semplicemente voto il vostro avversario; siete VOI che volete essere la classe dirigente, siete VOI che dovete scegliere e presentare gli uomini.
Preparate un programma decente, preparate una squadra di persone ragionevolmente credibile e FORSE manderete Borghezio a tornare a insegnare alla libera università della vanga.
Stiamo andando verso le elezioni politiche, e i nostri ineffabili uomini politici (soprattutto i "nuovi") si ammazzano a discutere del "come": ci vogliono le primarie, ci vogliono le alleanze con l'IDV, con questo, con quello, eccetera. Tutti a lucidare il piatto d'argento.
Poi vi stupirete quando un fine intellettuale della vanga come Borghezio vi batterà con il suo spiedo di legno. Che inciviltà. Che degrado. Che decadenza.
Signori, ho una bruttissima notizia: dovete ricominciare a parlare di politica, ossia di COSE che riguardano il paese nel suo complesso. Dovete cominciare a parlare di COSA il paese produrrà per garantire il benessere dei propri cittadini, non di COME dividersi i soldi che magicamente dovrebbero comparire nei bilanci dello stato.
Dovete ricominciare a parlare di politica estera, non perchè è un argomento affascinante, ma perchè è in base a quella che potrete fare una politica commerciale. Volete vendere ai paesi arabi e africani? Allora DOVETE avere rapporti con loro; altrimenti ci andranno altri - cinesi tanto per cominciare.
Dovete ricominciare a parlare di industria, di fabbriche, di linee di produzione. Sì, è vero, una fabbrica chimica fa molto schifo e inquina anche, ma cosa pensate di vendere agli altri paesi? Salsicce? Davvero credete che bastino due salsicce per reggere un paese moderno, per garantire la sanità e l'istruzione a tutti i cittadini?
Dovete ricominciare a parlare perfino di difesa: credete davvero che i paesi arabi e africani accetteranno in eterno di avere un reddito che è una frazione di quello europeo? Oppure sperate che, in fondo, alla fine verranno gli odiatissimi americani a difenderci?
Signori, delle primarie sinceramente me ne sbatto. Se mi proponete un gruppo di candidati inguardabili, io semplicemente voto il vostro avversario; siete VOI che volete essere la classe dirigente, siete VOI che dovete scegliere e presentare gli uomini.
Preparate un programma decente, preparate una squadra di persone ragionevolmente credibile e FORSE manderete Borghezio a tornare a insegnare alla libera università della vanga.
giovedì 12 agosto 2010
Non è questo il problema
Se, come me, parlate spesso con politici di sinistra, vi sarà capitato di esporre loro un qualche vostro problema, e di aver sentito la loro risposta classica: “non è questo il problema”.
Per esempio, magari siete una donna, andate a spiegargli che vi sentite insicure ad andare in giro di notte per la città da sole, e vi sentite rispondere “Non è questo il problema: il 73,21% delle violenze contro le donne avviene in famiglia”. - Il politico di sinistra ha sempre una statistica da tirar fuori, anche se è incapace di fare una somma e una divisione.
Oppure, siete preoccupati perchè avete sentito che ci sono pedofili che hanno molestato bambini in un parco, e la risposta è “Non è questo il problema: l’82,12% degli abusi sui bambini è fatto da parenti.”
E così via. Se siete come me, prima o poi vi stufate di queste risposte, che denotano in generale supponenza e nello specifico ignoranza.
Se io sono un cittadino e vado da un politico a dirgli “ho un problema”, il politico NON PUO’ rispondere “non è questo il problema”. Un cittadino sa perfettamente qual è il suo problema, visto che ci sbatte la faccia tutti i giorni, e l’ultima cosa che vuole sentire è un politico idiota che tira fuori una statistica fatta a baccello per sostenere una tesi insostenibile.
Il politico non deve discutere il problema, deve proporre la soluzione. E la soluzione si caratterizza come “soluzione” e non come “minchiata pensata sul momento” grazie al fatto che il problema sparisce. Ripeto: una soluzione prevede che il problema per cui è stata pensato venga risolto e sparisca; altrimenti non è una soluzione.
Poi, sarebbe anche ora che qualcuno spiegasse ai politici che una statistica serve a capire dove sono i problemi, non a giocare con le parole. Mettere insieme – ad esempio – un’aggressione in strada e una violenza domestica è, statisticamente parlando, l’equivalente di sommare pere e zucchine.
Per esempio, io non sono preoccupato dei dati sulle violenze domestiche contro i bambini, perchè conosco tutte le persone che sono vicine a mio figlio e so che tipo di persone sono. E’ un fatto che posso tenere personalmente sotto controllo, su cui posso essere parte attiva. Mentre sono molto preoccupato di sentire che un pedofilo da fastidio a un bambino nel parco: lì non posso esserci sempre, e quindi è lì che chiedo al politico una soluzione.
La prossima volta che parlate con un personaggio impegnato in politica, esponetegli un vostro problema – un problema vero, non una cosa come la guerra nel Darfur o il riscaldamento globale. Ascoltate la risposta che vi da. E’ un ottimo criterio per scegliere chi votare alle prossime elezioni.
Per esempio, magari siete una donna, andate a spiegargli che vi sentite insicure ad andare in giro di notte per la città da sole, e vi sentite rispondere “Non è questo il problema: il 73,21% delle violenze contro le donne avviene in famiglia”. - Il politico di sinistra ha sempre una statistica da tirar fuori, anche se è incapace di fare una somma e una divisione.
Oppure, siete preoccupati perchè avete sentito che ci sono pedofili che hanno molestato bambini in un parco, e la risposta è “Non è questo il problema: l’82,12% degli abusi sui bambini è fatto da parenti.”
E così via. Se siete come me, prima o poi vi stufate di queste risposte, che denotano in generale supponenza e nello specifico ignoranza.
Se io sono un cittadino e vado da un politico a dirgli “ho un problema”, il politico NON PUO’ rispondere “non è questo il problema”. Un cittadino sa perfettamente qual è il suo problema, visto che ci sbatte la faccia tutti i giorni, e l’ultima cosa che vuole sentire è un politico idiota che tira fuori una statistica fatta a baccello per sostenere una tesi insostenibile.
Il politico non deve discutere il problema, deve proporre la soluzione. E la soluzione si caratterizza come “soluzione” e non come “minchiata pensata sul momento” grazie al fatto che il problema sparisce. Ripeto: una soluzione prevede che il problema per cui è stata pensato venga risolto e sparisca; altrimenti non è una soluzione.
Poi, sarebbe anche ora che qualcuno spiegasse ai politici che una statistica serve a capire dove sono i problemi, non a giocare con le parole. Mettere insieme – ad esempio – un’aggressione in strada e una violenza domestica è, statisticamente parlando, l’equivalente di sommare pere e zucchine.
Per esempio, io non sono preoccupato dei dati sulle violenze domestiche contro i bambini, perchè conosco tutte le persone che sono vicine a mio figlio e so che tipo di persone sono. E’ un fatto che posso tenere personalmente sotto controllo, su cui posso essere parte attiva. Mentre sono molto preoccupato di sentire che un pedofilo da fastidio a un bambino nel parco: lì non posso esserci sempre, e quindi è lì che chiedo al politico una soluzione.
La prossima volta che parlate con un personaggio impegnato in politica, esponetegli un vostro problema – un problema vero, non una cosa come la guerra nel Darfur o il riscaldamento globale. Ascoltate la risposta che vi da. E’ un ottimo criterio per scegliere chi votare alle prossime elezioni.
mercoledì 11 agosto 2010
Libertà di informazione
Nei paesi civili nessuno potrebbe supporre che giornali democratici, anglosassoni, possano richiedere la censura di notizie.
Queste cose avvengono solo in paesi del terzo mondo come l'Italia.
Se ci credete.......
Altrimenti leggete qui.
In pratica, il Washington Post (non Libero) stanno chiedendo di "segare" Wikileaks e il suo autore, mettendolo sotto processo, perchè mette a rischio le operazioni militari in Afghanistan. Anzi, i Talebani hanno dichiarato che stanno usando i file rilasciati da Wikileaks per scovare e uccidere gli afgani che collaborano con la NATO.
Che risultato fantastico della libertà di informazione.
Comunque, invito tutti i signori che vanno in giro con un post-it addosso a leggersi l'articolo. Potrebbe fargli venire il sano dubbio di essere semplicemente degli idioti, e non difensori della democrazia.
Queste cose avvengono solo in paesi del terzo mondo come l'Italia.
Se ci credete.......
Altrimenti leggete qui.
In pratica, il Washington Post (non Libero) stanno chiedendo di "segare" Wikileaks e il suo autore, mettendolo sotto processo, perchè mette a rischio le operazioni militari in Afghanistan. Anzi, i Talebani hanno dichiarato che stanno usando i file rilasciati da Wikileaks per scovare e uccidere gli afgani che collaborano con la NATO.
Che risultato fantastico della libertà di informazione.
Comunque, invito tutti i signori che vanno in giro con un post-it addosso a leggersi l'articolo. Potrebbe fargli venire il sano dubbio di essere semplicemente degli idioti, e non difensori della democrazia.
lunedì 9 agosto 2010
Queste cose accadono solo in Italia
Allora, è successa una cosa gravissima.
Il Primo Ministro ha detto che i rom irregolari o che commettono delitti devono essere cacciati dal territorio italiano. In Francia sono preoccupatissimi per l'ondata di rom irregolari che si potrebbero riversare nel paese.
Una cosa che dovrebbe generare l'unanime condanna contro il Primo Ministro dell'Italia, per questo atto chiaramente di stampo razzista, indegno di una destra moderna, civile ed europea.
Tutta la sinistra italiana dovrebbe mobilitarsi.
....
Ci avete creduto? Beh, era QUASI vero.
Ho solo scambiato l'Italia con la Francia.
Il Primo Ministro ha detto che i rom irregolari o che commettono delitti devono essere cacciati dal territorio italiano. In Francia sono preoccupatissimi per l'ondata di rom irregolari che si potrebbero riversare nel paese.
Una cosa che dovrebbe generare l'unanime condanna contro il Primo Ministro dell'Italia, per questo atto chiaramente di stampo razzista, indegno di una destra moderna, civile ed europea.
Tutta la sinistra italiana dovrebbe mobilitarsi.
....
Ci avete creduto? Beh, era QUASI vero.
Ho solo scambiato l'Italia con la Francia.
mercoledì 4 agosto 2010
You know politica estera?
Facciamo un gioco. Domani si va al voto, e il PD si candida per sostituire Berlusconi eccetera eccetera eccetera.
Qualcuno mi racconta per favore qual è il programma di POLITICA ESTERA del PD? A parte, intendo, recuperare tutti i rapporti di qualsiasi organizzazione che dica che l'Italia fa schifo e fare sì con la testa, intendo.
Non si sente UNA parola su che cosa dovrebbe fare l'Italia nel mondo. NON semplicemente in Europa: nel mondo. Per dire, siamo immersi nel mare Mediterraneo e abbiamo di fronte un intero continente (l'Africa) dove va fatto di tutto, e non c'è uno straccio di parola sull'argomento da parte del PD. Questo mentre la Cina si sta insediando stabilmente da quelle parti, fornendo infrastrutture, autoveicoli, eccetera eccetera eccetera.
Manca uno straccio di visione che agganci gli interessi e i vantaggi geografici del paese con una politica estera e di difesa coerente. Dell'Africa si parla solo quando arriva da queste parti - ossia quando si parla di immigrazione - poi il PD sembra completamente dimenticarsene.
La visione di tanti nel centrosinistra è "invadeteci e annetteteci". Passare ad altri l'onere del governo. Ricorrere allo straniero per sconfiggere l'avversario politico locale. Roba che è pure vecchia, ed è stata inventata pure dai preti (chiedere ai Longobardi come è andata la storia).
Poi ti stupisci che vince un ex venditore di tappeti con la mania delle belle donne.
Qualcuno mi racconta per favore qual è il programma di POLITICA ESTERA del PD? A parte, intendo, recuperare tutti i rapporti di qualsiasi organizzazione che dica che l'Italia fa schifo e fare sì con la testa, intendo.
Non si sente UNA parola su che cosa dovrebbe fare l'Italia nel mondo. NON semplicemente in Europa: nel mondo. Per dire, siamo immersi nel mare Mediterraneo e abbiamo di fronte un intero continente (l'Africa) dove va fatto di tutto, e non c'è uno straccio di parola sull'argomento da parte del PD. Questo mentre la Cina si sta insediando stabilmente da quelle parti, fornendo infrastrutture, autoveicoli, eccetera eccetera eccetera.
Manca uno straccio di visione che agganci gli interessi e i vantaggi geografici del paese con una politica estera e di difesa coerente. Dell'Africa si parla solo quando arriva da queste parti - ossia quando si parla di immigrazione - poi il PD sembra completamente dimenticarsene.
La visione di tanti nel centrosinistra è "invadeteci e annetteteci". Passare ad altri l'onere del governo. Ricorrere allo straniero per sconfiggere l'avversario politico locale. Roba che è pure vecchia, ed è stata inventata pure dai preti (chiedere ai Longobardi come è andata la storia).
Poi ti stupisci che vince un ex venditore di tappeti con la mania delle belle donne.
Iscriviti a:
Post (Atom)